Parigi Alta Moda: il futuro per Chanel e Jean Paul Gaultier

di Sandra Rondini Commenta

Gaultier - spalle a cono

Chanel e Jean Paul Gaultier, due grandi nomi della moda francese, hanno sfilato in passerella a Parigi durante la fashion week dedicata alle collezioni di alta moda a/i 2013-14, proponendo ciascuno a suo modo il concetto di “futuro”.



Se anche per Chanel, a giudicare dai modelli, come già visto per Valentino ed Elie Saab, la clientela di riferimento è quella del Medioriente e dei nouveaux riches dei cosiddetti paesi del “Bric”, acronimo che sta per Brasile, India e Cina, la sua strizzata d’occhio a questi mercati prevede capi adatti a tutti i gusti e, quindi, trattandosi di Chanel, con la sua solida tradizione alle spalle, della riproposizione in passerella dei suoi grandi capi cult come la giacca in tweed. Karl Lagerfeld, direttore creativo della maison parigina, però, fa in modo di iniettarvi una grande dose di futurismo, per proiettare Chanel nel futuro.

A Parigi si sono così visti sfilare in passerella look sensuali stile “Barbarella”, il cult movie anni Sessanta intepretato da una giovane e sexy Jane Fonda. In questo modo diventano davvero young & smart le mitiche giacche in tweed di Chanel, abbinate in questa collezione couture a/i 2013-14, a minigonne, macro cinture e stivali alti fino alla coscia, i sensuali cuissard, proposti in morbido suede. I tweed, in particolare, sono preziosissimi e esaltati da nuovi tagli e geometrie. I cappotti hanno lunghezze over e linee stilizzate e rigorose. Karl Lagerfeld, come sempre, si diverte a giocare con gli accessori e la sua idea di futuro è chiara anche nelle forme dei cappelli dalla visiera quadrata. La sera è un trionfo di abiti in tulle e chiffon, con applicazioni floreali, macro paillettes e decori in pietre a motivo mosaico che conquistano con la loro modernità.

È, invece, un “Ritorno al futuro”, altro celebre film con protagonista Michael J.Fox, quello proposto in passerella da Jean Paul Gaultier, abile comunicatore, trasgressivo e seducente, che ha fatto delll’ironia e della sperimentazione tout court la sua cifra stilistica. Lo stilista francese si muove così tra passato e futuro, proponendo i suoi grandi cult degli anni Ottanta, come gli abiti in pelle e i macro pants dalla silhouette a triangolo, introducendo, però, significativi elementi di novità e rottura. Non c’è autocelebrazione nei suoi modelli, compresi i famosi reggiseni a cono, resi celebri da Madonna nel suo “Blonde Ambition Tour” e montati in questa collezione anche sulla schiena delle modelle, come fossero due maxi borchie in tessuto.

Piuttosto c’è una volontà ferrea di dissacrazione, di proporre una nuova idea di couture che a volte sfiora anche il kitsch, come nei vistosi modelli animalier con collant en pendant, sempre maculati, ma se lo fa, è per la consapevolezza che è questa la nuova frontiera dell’alta moda: non una serie di fin troppo semplici look glamour e bon ton, ma la volontà di sperimentare un’alta sartoria capace sempre di dire qualcosa di nuovo sul concetto di “alta moda”, con silhouette finora mai indossate dalle donne, ma che, in un prossimo futuro, chissà, potrebbero essere molto di tendenza.

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