Piccole fashion icons per forza, addio beata gioventù

di Lorena Scopelliti Commenta

Cosa si deve fare quando si è bambini? Essenzialmente giocare, divertirsi, scoprire il mondo a poco a poco e cominciare a studiare per costruirsi un futuro. Per chi non è nato negli anni Novanta è davvero uno shock scoprire che invece, oggi, le esigenze dei fanciulli sono ben diverse da quelle che noi sentivamo.

Ma una precisazione è d’obbligo: sono i genitori a creare e ad imporre diverse esigenze perché, ne siamo profondamente convinti, l’unico dovere dei bambini è fare i bambini. Nient’altro: loro lo sanno perfettamente, sono le mamme e i papà a non avere ben chiaro il concetto.

Scopriamo, quasi con orrore, che a soli sette anni una bimba ha un desiderio da grande: quello di ritoccare il proprio corpo attraverso la chirurgia estetica. Sembrerebbe che siano proprio loro a chiederla espressamente, stando alle dichiarazioni dei genitori: in Inghilterra alcune cliniche private forniscono voucher appositi che i genitori regalano alle proprie figlie, in attesa che possano utilizzarlo appena diventate maggiorenni.

Se fosse realmente così vorrebbe dire che la società del benessere occidentale ha fallito, su tutta la linea: se una bambina di sette anni si guarda allo specchio pensando di avere il seno piccolo o di avere più possibilità nella vita solo se sarà dotata di plastic boobs, significa che abbiamo perso di vista qualunque valore positivo e costruttivo da insegnare alle nuove generazioni.

Esiste una trasmissione americana, il cui format speriamo vivamente non verrà mai acquistato dalle emittenti italiane, che organizza ogni anno un concorso di bellezza per premiare la Little Miss America: chi ha avuto la sfortuna di incappare in un video che mostra uno spezzone della gara sarà rimasto quantomeno sconcertato dal fanatismo delirante di madri e padri e dal portamento da vere donne (con tanto di acconciatura perfetta e smoky eyes felino) che queste bambine sfoggiano. Il sentimento che provo guardandole è quello di infinita tristezza e non credo di essere l’unica a provare tale emozione.

Lo scorso anno Vogue Francia ha pubblicato un servizio fotografico apparso sul numero di dicembre e curato da  Tom Ford, in cui tre bambine di sette anni posavano come modelle, indossando scarpe Louboutin e abiti con scolli profondi, mini vertiginose e spacchi provocanti griffati Versace e Yves saint Laurent, assumento pose provocanti da femme fatale come le colleghe più grandi e truccate con red lipstick, smalto scarlatto e riga di eyeliner. Scoppiò uno scandalo e si parlò di pedocouture: il risultato più immediato fu il licenziamento della caporedattrice Emmanuelle Alt Carine Roitfeld.

Un altro malsano esempio di ex beata gioventù è ben rappresentato da Suri Cruise, figlia di Katie Holmes e Tom Cruise: la mamma afferma che sia lei a pretendere le Christian Louboutin e che il suo comparto scarpe del valore di 150 mila dollari rappresenti soltanto la risposta alle sue reali necessità. Forse Katie fa finta di non ricordarsi che tutti noi siamo stati bambini e sappiamo perfettamente che la mamma e il papà rappresentano, a quell’età, una sorta di semidei da cui traiamo spunto, esempio e insegnamento.

I bambini non hanno lussuose necessità intrinseche e spontanee, ma solo un enorme bisogno di essere amati e di ricevere l’approvazione dei genitori: forse Suri sa di far contenta mamma Katie quando è vestita in pelliccia di visone e con i tacchi alti, tutto qua. Non è facile moralismo, nè un atteggiamento reazionario e conservatore: pensiamo soltanto che a sette anni si debba pensare a come vestire la propria Barbie, non a cercare di diventare tale.

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