L’illusione del simbolo del lusso in una borsa

di Viktor Perla Commenta

Siamo in tempo di crisi ma questo per il vero lusso non è un problema anzi, sono i piccoli lussi simbolici adorati dal grande pubblico ad essere in pericolo e non assolutamente i prodotti esclusivi e personalizzati dai prezzi astronomici.

Le curiose sorelle Olsen, Mary Kate e Ashley, famose per inventare il cosidetto stile boho-chic, il mix di capi usati e vecchi con altri di marca, hanno oramai deciso da qualche anno di utilizzare la loro spesso criticatissima etichetta di fashion icon per lanciarsi nel mondo della moda con una marca propria. Della collezione di borse di lusso composta da nove pezzi, presentata nello store Montaigne Market di Parigi, il primo ad essere venduto è stato il più caro. Una borsa in pelle di coccodrillo del valore di 30.000 euro, il pezzo più esclusivo della linea.
Non c’è da sorprendersi del resto il vero prodotto di lusso è questo, un pezzo al quale la maggior parte delle persone non hanno possibilità di accesso. Sebbene siano in molte a credere che sfoggiando una monogram di LV si stia ostentando il simbolo di qualcosa c’è veramente da ricredersi, il vero prodotto di lusso e tutt’altro e non ha bisogno di avere loghi ripetuti all’infinito per dimostrare la sua appartenenza. Detto questo non voglio invitare all’uso di borse di plastica ma a imparare a valorizzare la qualità dell’oggetto e le modalità di produzione dello stesso.

Le due giovani sorelle il concetto del lusso ed esclusività lo hanno ben chiaro, la loro linea, The Row, è sobria e non si è assolutamente legata al concetto di celebrity, basta ricordare la campagna di Louis Vuitton con Jennifer Lopez per fare un rapido confronto.

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