Moda e lacrime per l’Alexander McQueen’s Memorial

di Paola Perfetti Commenta

Erano circa 1.200, tra amici e familiari, gli ospiti che hanno presenziato alla cerimonia in ricordo dello stilista Lee Alexander McQueen, morto suicida lo scorso febbraio 2010.

Alla cerimonia, come su un Red Carpet, hanno sfilato in dress code nomi di primo piano del fashion system internazionale, da Anna Wintour a Kate Moss, e poi Sarah Jessica Parker, Naomi Campbell, Daphne Guinness, Hamish Bowles, Karen Elson, Stella Tennant, Hussein Chalayan, Roland Mouret, Antonio Berardi, Philip Treacy, Francois Henri Pinault (che McQueen chiamava Henry), e Stella McCartney.

Quasi tutti hanno scelto mise elaborate, spesso con abiti o accessori a mo’ di ricordo dell’enfant terrible della moda inglese, e tutti si sono riuniti, colmi di cordoglio, presso la Cattedrale di St. Paul, a Londra, dove a dare il via alla celebrazione c’erano suonatori di cornamusa in kilt, quello tanto amato da McQueen.

All’interno, un’incredibile Bjork abbigliata come unangelo ha intonato “Gloomy Sunday” di Billie Holiday’s, mentre Shaun Leane, Suzy Menkes, Annabelle Nielson, e Anna Wintour sono intervenuti con alcune letture e momenti commemorativi durati per oltre un’ora.

Anna Wintour, in particolare, ha ricordato la terribile tendenza di McQueen a cancellare all’ultimo i suoi show oltre che i suoi modi spesso “selvaggi”.

Ha detto: “Lui (McQueen, ndr) non è mai apparso molto a suo agio con se stesso, e non gli importava della politica della moda. Il mondo che amava era all’interno dell’atelier… Ci ha mostrato che tutto era possibile, che i sogni possono diventare realtà “.

Aggiungiamo noi, nel nostro piccolo: il regalo più grande.

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