New York Fashion Week, con Vera Wang e Marchesa il prêt-à-porter diventa demicouture!

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Continuano in modalità up & down le sfilate della settimana newyorkese della moda che registrano, accanto a grandi successi, colossali flop. Anche se i buyer e la stampa specializzata sono schierati con la stessa grinta e determinazione di un esercito pronto a proteggere quel fortino chiamato ‘fashion system’, la crisi per ora è l’unica a dare il famoso ‘morso’ alla Grande Mela.

Ma si sa, the show must go on e la speranza di tutti è quella di veder finalmente sfilare in passerella collezioni vivaci e interessanti che valga la pena di pubblicizzare al mondo come simbolo di una Mercedes Benz Fashion Week ancora vitale e pregnante sul mercato internazionale.

Non basterà certo l’onnipresenza di Anna Wintour a regalare glamour e importanza alla settimana della moda newyorkese e poi il megadirettore galattico di Vogue Usa ultimamente ha perso un pò di smalto e non tutto ciò che dice è più considerato il Verbo.

Così non è più tempo di spazi pubblicitari e pagine e pagine comprate sui magazine patinati per darsi un tono, né di campagne stampa con super testimonial. È tempo di vestiti. Finalmente. È tempo di mostrare se una griffe ha il diritto, e non la semplice pretesa, di esistere e competere sul mercato internazionale. Esistere perché vende nei negozi e non perché vende le sue belle campagne stampa sui giornali.

Come Vera Wang, uno dei grandi nomi attesi in calendario, che ha sfilato ieri con una collezione eterea e sofisticata, fatta non solo di bianco e giochi di trasparenze, ma anche di fantasie floreali rubate alla primavera del Botticelli. La star dei matrimoni, l’imperatrice degli abiti da sposa, ha voluto pensare a una donna iperfemminile che ama mixare la sensualità di tagli asimmetrici e delicate stampe fantasia con accessori strong come sandali di pelle con maxi plateau in tante nuance moda, per un contrasto che convince e smorza l’effetto bon ton dei capi in collezione.

Altri grandi nomi in calendario Narciso Rodriguez, uno che di star e red carpet se ne intende. Molto amato a Hollywood per i suoi long dress romantici e sensuali, al pari di Oscar de la Renta che punta sulla classicità e sulla pulizia delle linee, ma spesso i suoi abiti più che un omaggio a una grande carriera, quale è stata la sua, sanno tanto di dejà vu.

Tutto il resto è noia? Non proprio. Quando irrompe on stage Diesel Black Gold, la linea Diesel di prêt-à-porter di lusso riservata a clienti esigenti e sofisticati, la musica cambia. In passerella una collezione per lui e per lei fatta di capi cult come trench e blazer dal taglio perfetto e sartoriale, ma indossati su lunghi pantaloni skinny argentati o minigonne dorate laminate. Molto belle le giacche rosa confetto, i bomber effetto metallizzato e le mantelle, aeree e leggere.

Badgley Mischka è pura energia. Top a fiocco, drappeggi, colori acid-pop, abiti lunghi divertissement. Finalmente un pò di allegria e vivacità: non è così che dovrebbe essere l’estate? Qualcuno lo spieghi alle sorelle Rodarte che confezionano una collezione un pò soporifera e priva di slanci creativi.

Per risollevarci il morale, chiudiamo con Marchesa, la vera collezione di punta delle sfilate neworkesi di ieri. Lo stile di Georgina Chapman e Keren Craig, che si sono incontrate al Chelsea College of Art and Design di Londra, è perfettamente riconoscibile tra mille e non c’è grande evento al mondo in cui qualche superstar non decida di indossare una delle loro sognanti creazioni che, più che prêt-à-porter, sono quasi demicouture per la preziosità dei ricami, l’arditezza delle linee, la perfezione dei tagli, la femminilità della silhouette e delle nuance scelte.

Tutti abiti da sera, nessun tailleur, nessuno strappo alla quotidianità. Abiti da gran cerimonia, nati per far sognare e che, forse, sarebbe più giusto sfilassero direttamente durante qualche settimana dell’alta moda dato il livello altissimo delle creazioni proposte.

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