United Colors of Benetton e Sisley, il futuro è on line

di Lorena Scopelliti Commenta

La questione potrà anche non piacere, ma è un dato di fatto che la società tutta si stia digitalizzando: dalle case di moda alle immatricolazioni all’università, passando per la spesa all’Esselunga e per finire con il lancio in anteprima di nuove collezioni one shot, tutto gira attorno a Facebook, Twitter, Youtube, Foursquare e socialnetwork più o meno conosciuti.

I numeri parlano e da essi non si può scappare: il web è una miniera di opportunità, investimenti e pubblicità. Il target di navigatori abituali è variegato: la fascia d’età che più utilizza e sfrutta il mezzo internet, interagendo e partecipando grazie agli aggregatori sociali, è proprio quella più produttiva, che spende e consuma. Il marketing lo sa e i marchi di moda spingono l’acceleratore su questo nuovo mezzo di comunicazione: tra i tanti United Colors of Benetton ne è un esempio eclatante e vincente.

Cifre da capogiro: 500 mila fan sulla pagina dedicata di Facebook, più di 55 milioni di visite sui post lanciati dal brand quotidianamente; la pagina dedicata a Sisley (da cui è nato il blog Indipendent People) e al brand Play Life, da marzo a oggi ha raccolto più di 12 mila fan. Benetton è on line anche con il blog United Blogs of Benetton; su Facebook offre interessanti applicazioni come Colors of you e United songs of Benetton, che permette agli utenti di ascoltare, scaricare e condividere l’electro music dance di Francesco Novara.

Sisley ha conquistato gli utenti con la sua pagina ricca di moderne iniziative, da Don’t call me doll ai flash mob organizzati in tutta Italia e concretizzatisi proprio grazie al tastino Share di Facebook; la collezione in collaborazione con Milo Manara è stata cliccatissima e i fan hanno potuto scaricare dalla page screensaver e wallpaper.

Una crescita che definire esponenziale è eufemistico: chi è fuori dal giro dei social network, magari perché ancora ancorato a una concezione statica di rapporto tra brand e customer, è destinato, se non a fallire, quantomeno a essere messo in ombra da chi ha più fiuto e punta sul nuovo mezzo. In questo senso la scelta di Benetton e Sisley rientra in una strategia di comunicazione che vede l’utente come il centro di interesse e stimolo artistico.

Ci aspetta un futuro di digital&virtual world of fashion? Sembra sinceramente improbabile: come per i libri, il mondo della moda ha un cuore pulsante e vivo fatto di tangibilità e immanente concretezza. Il piacere che regala la sensazione visiva e tattile è insostituibile e fa parte dell’aura magica della moda. Ci aspetta, più probabilmente e direi anche fortunatamente, un nuovo modo di comunicare tra il brand e la customer base, che ne muterà il rapporto nel profondo, rendendolo dinamico e interattivo: il focus sarà sempre più il confronto, la discussione e i continui e reciproci feedback tra chi crea e chi fruisce della creazione.

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