La Guêpière, storia di un’icona sexy sempre attuale

di Federica Perrozziello Commenta

Sin da bambina ho sempre guardato con ammirazione e attenzione i film in costume o le opere d’arte che ritraevano donne dalla bellezza eterea, dalla pelle di cera, strette in bellissi e sfarzosi corpetti, così ricercati e particolari da rendere quelle donne, ai miei occhi, come tante regine di un unico regno. I primi esemplari risalgono al Seicento e segnano un’evoluzione nei costumi creando una figura femminile rigida e austera rispetto al Medioevo. Durante il Settecento il corpetto divenne molto scollato e provocante, mostrando le forme floride delle donne del tempo. Guardando i dipinti dell’epoca o le testimonianze conservate nei musei, notiamo la accuratezza dei dettagli, la forma perfetta e così stretta invita, tanto da trasformare il corpo femminile, rendendolo sinuoso e sensuale.  Successivamente nell’ottocento una delle ambizioni più diffuse tra le donne era avere una circonferenza che non superasse i 40 centimetri, in netto contrasto con la larghezza della gonna.


Paul Poiret nei primi del novecento decise di rompere con la tradizione inventando una collezione di abiti nel così detto stile impero, con la vita alta e la gonna stretta e lunga. Ma presto, Christian Dior lanciò il suo New Look ponendosi come obbiettivo una donna austera e sofisticata, riprese nei suoi modelli l’utilizzo di una vita stretta e si aiutò con dei veri e propri rinforzi che ricordavano i corpetti di inizio secolo, introducendo nella moda la parola “Guêpière”. Successivamente il corpetto assume un tono decisamente più erotico diventando una prerogativa dell’intimo sensuale e ricercato prendendo i suoi antenati dalle ballerine di can can del Moulen Rouge e dai corpetti di pizzo e diamanti delle dame alla corte di re Sole. Accarezza il corpo e ne mette in risalto le forme, dona sensualità e sinuosità alla donna che ama piacersi e piacere con un pizzico di audacia.
Modelli che hanno colpito la mia attenzione sono sicuramente le nuove collezioni di Parah e Ritratti Milano, credo che nella loro diversità siano altrettanto affascinanti e carichi una carica erotica, mai volgare.

Parah proprone una collezione per questo inverno dai colori sgargianti, e inusuali, la corsetteria è fatta di capi curati in ogni dettaglio. Le geometrie ricordano e riprendono le forme da seducenti ventagli e creano un gioco di trasparenze e opacità intricato e delicato, mentre per il pizzo valencienne troviamo fantasie floreali tipiche della tradizione orientale. Ritratti Milano propone invece una corsetteria raffinata e di alta classe con nuance tradizionali come il grigio, champagne, nero o rubino che ricorda il teatro, le dive francesi così sensuali e signorili  e nelle forme e nello stile soprattutto l’intimo degli anni 30. La sensualità è donna e si vede dalla cura dei piccoli dettagli che questi due esempi, ma come tutte le case di moda che si occupano di intimo, ci ripropongono con grazia e senza esasperazioni per proporre prodotti versatili ma di grande qualità e classe.


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