London Fashion Week 2012: le più belle sfilate della terza giornata

di Sandra Rondini Commenta

Terza giornata di sfilate per la London Fashion Week 2012. E scende la pioggia. In salsa brit, of course. E dato che stiamo parlando della nuova collezione autunno/inverno 2012-2013 di Vivienne Westwood Red Label si passa da atmosfere stile “It’s a rainy day” a “It’s raining men!” con outfit che all’inizio sembrano quasi ispirati alla passione della Regina Elisabetta d’Inghilterra per l’amata campagna inglese come lasciano suggerire certi outfit composti e rigorosi, come trench, severi cappottini doppiopetto in fantasie scozzesi e persino il classico foulard annodato attorno al collo.

Mancano solo gli stivali da pioggia Hunter ed è lei, in un omaggio al suo stile sempre uguale a se stesso, proprio nell’anno del suo Giubileo che sembra esibirsi la più dissacrante delle sue suddite, Vivienne Westwood che insieme ai Sex Pistols fece la rivoluzione del punk. Ma è un attimo che i bottoni si allentano, le gonne si accorciano, diventano asimmetriche, compare la pelle come simbolo eterno di trasgressione e la nobildonna lascia il posto a una donna eterna seduttrice, che adora indossare abitini anni Cinquanta che mettono in evidenza un bel decolté e un vitino da vespa, entrambi tornati di gran moda quest’anno, anche alle sfilate di New York.


Pelo e contropelo da Mulberry dove è un trionfo di pelli e pellicce a go-go. Sembravano un trend passeggero, invece le pellicce sono tornate davvero di moda e la griffe londinese si diverte a mixare donne yeti con pellicce a pelo lunghissimo con altre, più misurate, che però, pur a pelo rasato, vivono di contrasti e colori e sono un trionfo patchwork di grande artigianalità per essere un prodotto in serie. Per lo più lapin e volpi, le pellicce più cheap perché c’è da produrre il capo in serie essendo un pret a portér e bisogna calcolare bene i costi di ricarico fino all’arrivo del capo in boutique che certo può costare caro, ma non oltre una certa somma. da cui la scelta solo di un certo tipi di pelli ed ecco perchè solo molto raramente, se non nell’alta moda,vedrete sfilare in passerella visoni pregiati e zibellini.

Da Paul Smith niente pellicce, solo fascinazioni pittoriche che si trasferiscono ad abiti che vivono di colori brillanti e vibranti pennellate di luce. Look androgino per una donna colta e cosmopolita che ama velluto, ciniglia, contrasti cromatici raffinati e soprattutto il diritto a sentirsi comoda tutto il giorno, senza dover sopportare in silenzio la tortura dei tacchi alti. Da Paul Smith solo scarpe basse. Che finalmente qualcuno abbia capito che una donna che lavora non indossa tacchi da soubrette e viceversa?

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